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Nuovo regime Patent Box: le opportunità derivanti da una corretta pianificazione strategica
L’invio dei modelli dichiarativi, che da due anni coincide con la data del 31 ottobre appena trascorsa, rappresenta un momento cruciale – e spesso tanto faticoso – per le imprese italiane e gli addetti ai lavori. Con riferimento agli incentivi fiscali, è l’occasione in cui si comunica all’Amministrazione Finanziaria la volontà di beneficiare di una specifica agevolazione e i relativi benefici (extra deduzioni del reddito, crediti, detrazioni, ecc.).
Il 2024 come anno di transizione tra vecchio e nuovo Patent Box
La dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2024 (Modello Redditi SC 2025) conteneva informazioni rilevanti riguardanti il regime di tassazione agevolata Patent Box relativamente a entrambe le versioni della norma agevolativa. In particolare:
- con riferimento al vecchio regime Patent Box, il 2024 è stato l’ultimo periodo d’imposta in cui poter fruire dell’agevolazione basata sul reddito agevolabile ascrivibile ai beni immateriali. A tal proposito, i contribuenti che hanno recentemente siglato accordi di ruling con l’Amministrazione Finanziaria hanno potuto – finalmente – fruire della relativa variazione in diminuzione (in alcuni casi comprensiva dell’intero quinquennio 2020-2024) e i soggetti che ne beneficiavano in via autoliquidata hanno, invece, determinato per l’ultima volta l’agevolazione con le vecchie metodologie e predisposto la necessaria documentazione idonea;
- relativamente al nuovo regime Patent Box, le imprese beneficiarie hanno calcolato la super-deduzione – nonché esercitato l’opzione Patent Box per chi ne fruiva per la prima volta – e predisposto la documentazione idonea ai fini della penalty protection. Sul punto, occorre precisare che la normativa in materia prevede che l’opzione Patent Box, la predisposizione della documentazione idonea e la determinazione della variazione in diminuzione possono essere comunicate anche tardivamente, nella dichiarazione presentata entro 90 giorni dal termine ordinario, tramite dichiarazione tardiva o integrativa/sostitutiva.
Focalizzandosi sul nuovo regime Patent Box, pare opportuno condividere alcune considerazioni e spunti operativi per il futuro, in quanto unico regime applicabile per gli anni a venire.
Il nuovo regime Patent Box: caratteristiche e vantaggi
In estrema sintesi, il nuovo regime di tassazione agevolata Patent Box consiste in una “super-deduzione fiscale” (variazione in diminuzione ai fini IRES e IRAP), per i titolari di reddito d’impresa, pari al 110% dei costi sostenuti per lo svolgimento di specifiche attività di ricerca e sviluppo che hanno portato alla creazione, sviluppo, mantenimento, accrescimento e protezione di determinati beni immateriali, quali brevetti industriali concessi, software protetti da copyright, disegni e modelli giuridicamente tutelati. L’agevolazione risulta particolarmente vantaggiosa se opzionata nel periodo d’imposta in cui i beni immateriali ottengono concessione/registrazione, in quanto è consentito considerare nel calcolo della super-deduzione, oltre che le spese sostenute nell’esercizio di concessione/registrazione (regime ordinario), anche le spese sostenute negli 8 esercizi precedenti (meccanismo premiale). Pertanto, il potenziale risparmio d’imposta ottenibile corrisponde – prendendo come esempio una società di capitali industriale – al 30,69% del monte costi agevolabile.
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L’importanza della pianificazione strategica
Ne consegue che, per le imprese italiane che investono in R&S, innovazione e design, risulta di fondamentale importanza pianificare strategicamente le proprie attività al fine di massimizzare i benefici ritraibili dal nuovo regime Patent Box.
Analisi preliminare dei progetti di ricerca e sviluppo
Il primo passo da compiere è quello di esaminare dettagliatamente i progetti di R&S in corso di svolgimento o pianificati per il futuro. L’analisi da svolgere deve riguardare i seguenti aspetti:
- natura delle attività svolte (R&S, innovazione tecnologica e design);
- tracciatura puntuale delle spese sostenute (personale dipendente, consulenze, quote di ammortamento e materiali);
- risultati ottenuti con riferimento ad eventuali beni immateriali creati.
Tutela dei beni immateriali e titoli di privativa
Successivamente, se il progetto di R&S – annuale o pluriennale – trova attuazione pratica all’interno dell’impresa e porta alla creazione di beni immateriali, occorre procedere alla tutela di tali asset immateriali. Infatti, a differenza del vecchio regime Patent Box, che consentiva di agevolare anche il know-how aziendale, per fruire del nuovo regime Patent Box è necessario che i risultati delle attività svolte riguardino beni immateriali – tra quelli agevolabili – che abbiano ottenuto un titolo di privativa.
Infine, una volta ottenuto titolo di privativa – per i brevetti concessione presso gli uffici competenti, per i software registrazione presso SIAE e per i disegni registrazione nazionale e/o comunitaria – esercitare apposita opzione Patent Box e beneficiare dell’agevolazione.
Integrazione con il credito d’imposta R&S
Inoltre, sotto il profilo operativo, sarebbe opportuno trattare il Patent Box come un continuum del credito d’imposta R&S (art. 1, comma 200, della L. 160/2019), lavorando al tracciamento delle attività ed alla rendicontazione dei costi in modo integrato al fine di massimizzare il beneficio fiscale complessivo sulle attività di R&S fino al 37,6%.
Benefici complessivi e impatti aziendali
In conclusione, il nuovo regime Patent Box – se applicato in modo corretto e strategico – consente di ottenere vantaggi rilevanti che riguardano diversi ambiti d’impresa:
- identificazione e tutela dei beni immateriali d’impresa;
- valorizzazione dei beni immateriali con conseguente incremento di vantaggio competitivo;
- ottimizzazione del carico fiscale;
- risparmio di risorse finanziarie da reinvestire in R&S e innovazione;
- miglioramento complessivo del rating aziendale per qualsiasi stakeholder.
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I soggetti coinvolti nel processo di implementazione
I soggetti da coinvolgere affinché il processo sopra descritto sia attuato in modo efficiente ed efficace sono, per l’impresa beneficiaria, il CEO, il responsabile R&S e il CFO, nonché consulenti altamente specializzati in ciascun ambito rilevante per la misura agevolativa: (i) ingegneri e legali esperti nella tutela della proprietà intellettuale (ii) ingegneri qualificati nell’analisi dei processi R&S; e (ii) esperti contabili e fiscali.
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