Innovazione e R&S: nuovi incentivi in arrivo

24 Febbraio 2020

Nelle ultime settimane, il credito d’imposta per R&S, Innovazione tecnologica, Design e altre attività innovative è al centro dell’attenzione delle imprese che investono in attività innovative. La Legge di Bilancio 2020, infatti, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, ha introdotto tale nuova versione della misura, in sostituzione del Credito d’imposta R&S ex art. 3 D.L. 145/2013, operativo dal 2015, decretandone la fine anticipata. 

Tuttavia, oltre al credito d’imposta, a ben vedere, vi sono numerose ulteriori opportunità incentivanti a favore dell’innovazione, nella sua più lata accezione. 

Tra le misure attive, basti pensare, a titolo esemplificativo, al BANDO GRANDI PROGETTI DI RICERCA E SVILUPPO NEI SETTORI APPLICATIVI «AGENDA DIGITALE» E «INDUSTRIA SOSTENIBILE» a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI) ex DM 02/08/2019. In virtù del citato bando, sono agevolati progetti di ricerca e sviluppo di rilevanti dimensioni, che perseguono un obiettivo di crescita sostenibile, per promuovere un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva, in grado di esercitare un significativo impatto sullo sviluppo del sistema produttivo e dell’economia del Paese, avvalendosi dell’impiego di specifiche tecnologie abilitanti fondamentali. Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa negoziale. Lo sportello è stato aperto il 26 novembre u.s. La misura è ancora attiva.
Vi sono inoltre le opportunità derivanti dai CONTRATTI DI SVILUPPO, il cui obiettivo è favorire la realizzazione di programmi strategici e innovativi di rilevante dimensione, anche attraverso l’attrazione di investimenti esteri, allo scopo di rafforzare la struttura produttiva del Paese. Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, turistico o per la tutela ambientale.

Tra le misure di prossima attivazione si segnalano due misure previste dal Decreto Crescita (decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, coordinato con la legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58), in attesa di decretazione attuativa.

Innovazione e R&S: nuovi incentivi in arrivo

AGEVOLAZIONI A SOSTEGNO DI PROGETTI DI RICERCA E SVILUPPO PER LA RICONVERSIONE DEI  PROCESSI  PRODUTTIVI  NELL'AMBITO  DELL'ECONOMIA CIRCOLARE.
Con uno stanziamento di 140 milioni di euro, al fine di favorire la transizione  delle  attività  economiche verso  un   modello   di   economia   circolare, con  decreto  del Ministero dello  sviluppo  economico,  previa  intesa  in  Conferenza unificata, saranno stabiliti i criteri, le condizioni e le  procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni finanziarie,  nei limiti delle intensità massime di aiuto stabilite dagli articoli 4 e 25 del regolamento (UE) 651/2014  della  Commissione  del  17  giugno 2014, a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad  un uso più efficiente e sostenibile delle risorse. 
Le agevolazioni sono concesse secondo le seguenti modalità: 
•    finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50%
•    contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese e dei costi ammissibili. 
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese ed i centri di ricerca che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, soddisfano le seguenti caratteristiche: 
•    essere iscritte nel Registro delle imprese e  risultare  in regola con gli adempimenti di cui all'articolo 9 terzo  comma,  primo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581; 
•    operare in via prevalente nel settore manifatturiero ovvero in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere; 
•    aver approvato e depositato almeno due bilanci
•    non essere sottoposto a procedura concorsuale e non  trovarsi in  stato  di  fallimento,  di  liquidazione  anche  volontaria,   di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in  qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente. 
  Le imprese possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro o con  organismi  di  ricerca,  fino  ad  un massimo di tre  soggetti  co-proponenti.  In tali casi i progetti congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del  contratto  di  rete   o   ad   altre   forme   contrattuali   di collaborazione, quali,  a  titolo  esemplificativo,  il  consorzio  e l'accordo di partenariato. 
I progetti di ricerca e sviluppo devono: 
•    essere realizzati nell'ambito di  una  o  più  unità  locali ubicate nel territorio nazionale; 
•    prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a euro 500.000 e non  superiori  a euro  2 milioni
•    avere una durata non inferiore a dodici mesi e non superiore a trentasei mesi; 
•    prevedere  attività  di  ricerca  e  sviluppo,  strettamente connesse  tra  di  loro  in  relazione  all'obiettivo  previsto   dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva  delle  attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi  o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi  o  servizi esistenti,  tramite   lo   sviluppo   delle   tecnologie   abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs), relative a: 1) innovazioni di prodotto e di processo in  tema  di  utilizzo efficiente delle  risorse  e  di  trattamento  e  trasformazione  dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali  in  un'ottica  di  economia circolare  o  a  «rifiuto  zero»  e  di   compatibilità   ambientale (innovazioni eco-compatibili);  2)  progettazione  e  sperimentazione  prototipale  di  modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento  dei  percorsi  di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la  definizione  di  un approccio sistemico alla riduzione,  riciclo  e  riuso  degli  scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime; 3) sistemi, strumenti  e  metodologie  per  lo  sviluppo  delle tecnologie per la  fornitura,  l'uso  razionale  e  la  sanificazione dell'acqua;  4) strumenti tecnologici innovativi in grado  di  aumentare  il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo; 5) sperimentazione di nuovi modelli di  packaging  intelligente (smart  packaging)  che  prevedano  anche  l'utilizzo  di   materiali recuperati; 5-bis) sistemi di selezione del materiale multileggero, al  fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri. 


DIGITAL TRANSFORMATION 
In virtù dell’articolo 29 del Decreto Crescita, viene istituito per le PMI un nuovo intervento agevolativo da 100 milioni di euro, diretto a sostenere la realizzazione di progetti, di importo almeno pari a 50.000 euro, di trasformazione tecnologia e digitale diretti all’implementazione:
•    delle tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics);
•    delle tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori, al software, alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
•    di altre tecnologie quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange, EDI).
Le agevolazioni finanziarie, che copriranno fino al 50% dei costi ammissibili, si sostanziano in un contributo a fondo perduto ed in un finanziamento agevolato. Potranno accedere alle agevolazioni, le imprese che:
•    operano in via prevalente/primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere nonché nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali, anche in un'ottica di maggiore accessibilità e in favore dei soggetti portatori di handicap;
•    hanno conseguito nell'esercizio cui si riferisce l'ultimo bilancio approvato e depositato un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro;
•    hanno approvato e depositato almeno due bilanci.

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