PNRR: il punto sui nuovi bandi in arrivo dal Masaf

4 Maggio 2023

In Italia il comparto agroalimentare vale circa il 25% del PIL ed è uno dei settori trainanti dell’economia. L’apertura globale dei mercati impone alle imprese continui investimenti al fine di mantenere la competitività acquisita, confermata anche dai dati record dell’export, con vendite che nel 2022 hanno superato i 60 miliardi.

Per mantenere il vantaggio acquisito è importante innovare i processi produttivi con l’obiettivo di renderli più efficienti e allo stesso tempo limitarne l’impatto ambientale.

A tal proposito il Piano nazionale di ripresa e resilienza riconosce la modernizzazione del settore agroalimentare come elemento strategico per una crescita economica sostenibile del nostro paese. Le risorse di Pnrr e fondo complementare di competenza del ministero dell’agricoltura ammontano a 4,88 miliardi di euro: si tratta circa del 2% dei fondi stanziati, considerando anche le risorse del fondo complementare e dell’iniziativa React-Eu.

Gli interventi dedicati al mondo dell’agricoltura si collocano principalmente nell'ambito della Missione 2 del PNRR "Rivoluzione verde e transizione ecologica" nello specifico:

  • Sviluppo della logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo - Missione 2 Componente 1 Investimento 2.1;
  • Parco Agrisolare - Missione 2 Componente 1 Investimento 2.2;
  • Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare- Missione 2 Componente 1 Investimento 2.3;
  • Investimenti nella resilienza dell'agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche Missione 2 Componente 4 Investimento 4.3;
  • Contratti di filiera e di distretto, con una dotazione di 1,2 miliardi di euro (finanziati con risorse a valere sul Fondo per gli investimenti complementari al PNRR)

Gli interventi sopracitati sono gestititi dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste che ha annunciato l’arrivo di due bandi nel 2023.

Vediamo nel dettaglio quali sono e le principali caratteristiche.


Parco Agrisolare

In una nota del Masaf dello scorso 19 aprile, il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida ha annunciato di aver adottato la proposta di decreto per promuovere la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati agricoli. 
Il testo del decreto sarà ora trasmesso alla Commissione europea per la relativa autorizzazione a cui seguirà la pubblicazione del bando.

La misura si pone all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, misura 2, componente 1 e vuole favorire interventi per l’autosufficienza energetica del settore agricolo e agroalimentare. A dicembre era già stato emanato un primo bando attraverso il quale sono state assegnate risorse pari a circa 500 milioni di euro ad oltre 7.000 imprese beneficiarie.
Con il decreto del 19 aprile le risorse residue della misura Parco Agrisolare, 993 milioni di euro, sono state riallocate per il bando 2023.

Di questi 993 milioni: 

  • a favore delle imprese della produzione agricola sono attribuiti circa 775 milioni di euro, ripartiti tra contributi a fondo perduto pari all’80% con vincolo di autoconsumo (anche condiviso) per quasi 700 milioni di euro e contributi a fondo perduto pari al 30% senza vincolo di autoconsumo per 75 milioni di euro. 

  • 150 milioni di euro a favore delle imprese della trasformazione agricola (con contributo a fondo perduto fino all’80% senza vincolo di autoconsumo) 

  • 75 milioni di euro saranno a favore delle imprese dell’agroindustria (con contributo a fondo perduto pari al 30% senza vincolo di autoconsumo).


Beneficiari della misura saranno:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;

  • imprese agroindustriali;

  • cooperative agricole che svolgono attività di cui all’articolo 2135 del Codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228;

  • i soggetti di cui ai punti precedenti, costituiti in forma aggregata quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo, associazioni temporanee di imprese (A.T.I.), raggruppamenti temporanei di impresa (R.T.I), reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili (CER).

Gli interventi dovranno essere realizzati sui tetti e sulle coperture di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale e devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 1000 kWp.

Potranno inoltre essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (e, se del caso, l’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;

  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;

  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria.

L’intensità dell’agevolazione varia in base alla tipologia di beneficiario e agli interventi che vengono realizzati. 

Per le aziende agricole attive nella produzione primaria che installano impianti fotovoltaici che soddisfino il proprio autoconsumo l’agevolazione è dell’80%, mentre per i progetti che eccedono il vincolo di autoconsumo l’intensità di aiuto copre il 30% dei costi ammissibili. Sono previste comunque maggiorazioni per le piccole e medie imprese e per gli investimenti effettuati nelle zone assistite.

Si attendono aiuti pari all’80% dei costi ammissibili anche per le imprese che si occupano di trasformazione di prodotti agricoli. Per le imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli l’intensità di aiuto è invece pari al 30% dei costi ammissibili, ma anche in questo caso sono previste maggiorazioni per le PMI e per gli interventi realizzati in zone assistite.


Meccanizzazione agricola

Il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha firmato il 2 febbraio 2023 il Decreto con il quale si opera, in favore di regioni e province autonome, il riparto di 500 milioni di euro previsti dal Pnrr, per l'innovazione nel settore della meccanizzazione agricola e alimentare (missione 2, componente 1, investimento 2.3). 

Questo intervento sostiene: 

  • investimenti per l'ammodernamento dei frantoi oleari in ottica di economia circolare (100 milioni di euro)

  • l’ammodernamento di macchinari agricoli attraverso l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione e agricoltura 4.0 e il rinnovo del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni inquinanti (400 milioni di euro).

Con il provvedimento del 2 febbraio sono state stabilite le modalità di emanazione dei bandi regionali riguardanti i 100 milioni di euro destinati alla sottomisura Ammodernamento dei frantoi oleari. Per quanto riguarda la misura meccanizzazione, invece, mancano ancora i criteri nazionali da cui dovrebbero discendere gli avvisi regionali.

In attesa della pubblicazione del provvedimento riportiamo le informazioni riportate sul sito del Masaf secondo cui i 400 milioni destinati alla sottomisura Meccanizzazione dovranno finanziare investimenti fino a 60.000 euro in:

  • acquisto di veicoli fuoristrada a zero emissioni (elettriche/biometano) in sostituzione di veicoli inquinanti

  • acquisto di attrezzatura per agricoltura di precisione con priorità per l’acquisto di attrezzature orientate al risparmio idrico e al riutilizzo delle acque.

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