Dal PNRR 500 milioni ai “contratti per la logistica agroalimentare”

29 Giugno 2022


È stato firmato il 15 giugno 2022, dal ministro Stefano Patuanelli il decreto ministeriale che istituisce lo strumento dei Contratti della logistica agroalimentare nell'ambito della misura "Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo", a cui sono dedicate risorse pari a 500 milioni di euro a valere sui fondi del PNRR.

La misura si colloca nella Missione 2 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, e in particolare all'interno della Componente 2.1 “Agricoltura sostenibile ed economia circolare” che finanzia, oltre all'investimento in parola, anche il progetto Parco agrisolare, e il progetto per l'innovazione e la meccanizzazione nel settore agricolo ed alimentare.

La costruzione del bando era già iniziata lo scorso novembre 2021 quando il Mipaaf aveva pubblicato un Avviso di consultazione tecnica al fine di raccogliere osservazioni e proposte dei portatori di interesse, utili alla predisposizione di dispositivi di attuazione efficaci. Imprese, organizzazioni di produttori, cooperative e consorzi, società di servizi e di gestione mercati all'ingrosso, operatori del trasporto, autorità portuali e amministrazioni pubbliche hanno avuto tempo fino al 31 dicembre per presentare al Ministero osservazioni e proposte.

La misura: "Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo", ha l'obiettivo di potenziare i sistemi di logistica e stoccaggio del settore agroalimentare, ridurre i costi ambientali ed economici e sostenere l'innovazione dei processi di produttivi. Saranno selezionati e finanziati progetti di investimento in attivi materiali e immateriali per la realizzazione e l'efficientamento di strutture di stoccaggio, magazzinaggio e trasformazione, per la digitalizzazione dei processi di logistica, per la realizzazione di interventi infrastrutturali su aree produttive e snodi logistici e commerciali.

Potranno accedere alla misura, in forma individuale o associata, le imprese, le società cooperative, i consorzi che operano nel settore agricolo e agroalimentare, le OP, le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione.

Il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le spese ammissibili debbono riferirsi all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni nella misura necessaria alle finalità del progetto oggetto della richiesta di agevolazioni e possono riguardare:

- suolo aziendale e sue sistemazioni, nel limite del 10 % dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;

- opere murarie e assimilate, nel limite del 70 % dei costi totali ammissibili del progetto d’investimento;

- infrastrutture specifiche aziendali;

- macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica;

- programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi; per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili fino al 50% dell’investimento complessivo ammissibile;

- acquisto di beni e prestazioni identificabili come connessi all’intervento di efficienza energetica o all’installazione dell’impianto per la produzione da fonti rinnovabili;

- acquisto e modifica di mezzi di trasporto aventi caratteristiche che consentano il rispetto del principio del “non arrecare un danno significativo”. Tali beni devono essere strettamente necessari, connessi e funzionali all’investimento, purché dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni.

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Sono ammissibili, inoltre, nella misura massima del 4% dell’investimento complessivo ammissibile, le spese per consulenze connesse al progetto d’investimento che si riferiscono alle seguenti voci:

- progettazioni ingegneristiche riguardanti le strutture dei fabbricati e gli impianti, sia generali che specifici, direzione dei lavori, collaudi di legge, studi di fattibilità economico-finanziaria e di valutazione di impatto ambientale, prestazioni di terzi per l’ottenimento delle certificazioni di qualità e ambientali secondo standard e metodologie internazionalmente riconosciuti.

I progetti di investimento devono prevedere spese ammissibili di importo complessivo:

- non inferiore a 1,5 milioni di euro e non superiore a 25 milioni di euro per programmi di sviluppo per la logistica agroalimentare nell’ambito della produzione agricola primaria. L’aiuto sarà comunque di importo non superiore a 12 milioni di euro. Nel caso in cui il programma di sviluppo per la logistica agroalimentare sia realizzato da più soggetti in forma congiunta, è previsto un investimento complessivo non inferiore a 6 milioni di euro, di cui almeno 3 per la società proponente e 500 mila euro per le società aderenti, e non superiore a 25 milioni di euro;

- non inferiore a 5 milioni di euro e non superiore a 25 milioni di euro per programmi di sviluppo per la logistica agroalimentare nell’ambito della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli. L’aiuto sarà comunque di importo non superiore a 12 milioni di euro. Nel caso in cui il programma di sviluppo per la logistica agroalimentare sia realizzato da più soggetti in forma congiunta è previsto un investimento complessivo non inferiore a 10 milioni di euro, di cui almeno 5 milioni per la società proponente e 1 milione di euro per le società aderenti, e non superiore a 25 milioni di euro.

- non inferiore a 5 milioni di euro e non superiore a 25 milioni di euro per programmi di sviluppo per la logistica agroalimentare realizzato da imprese attive in altri settori. L’aiuto sarà comunque di importo non superiore a 12 milioni di euro. Nel caso in cui il programma di sviluppo per la logistica agroalimentare sia realizzato da più soggetti in forma congiunta è previsto un investimento complessivo non inferiore a 10 milioni di euro, di cui almeno 5 milioni per la società proponente e 1 milione di euro per le società aderenti, e non superiore a 25 milioni di euro.

L'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa Invitalia SpA si occuperà della ricezione, valutazione e approvazione delle domande di agevolazione, la stipula del contratto di ammissione, l'erogazione, il controllo e il monitoraggio.

Il Mipaaf avrà la responsabilità in merito alla supervisione complessiva dell'intervento e sulla gestione dei flussi finanziari.

I bandi saranno emanati soltanto a seguito del rilascio dell’autorizzazione del regime aiuti di stato da parte della Commissione Europea.

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