Tutela della proprietà intellettuale e innovazione tecnologica. Intervista al Professor Davide Russo - Seconda Parte

28 Gennaio 2022

Servizio: Finanza agevolata Innovazione

Qual è la differenza fra diritto industriale e diritto d’autore?

Non è difficile fare confusione quando si parla di diritto della proprietà intellettuale, dato che le forme di tutela sono molte. Alcuni strumenti sono concepiti per proteggere l’aspetto tecnico-funzionale dell’invenzione, mentre altri servono a tutelare la sua espressione più artistica. Tutte insieme concorrono direttamente alla tutela del prodotto nella sua interezza, e, indirettamente a migliori performance economiche dell’azienda, alla sua prosperità. 

Facciamo una panoramica generale di questi assets intangibili. 
Un’idea innovativa, che risolve in modo inedito un problema tecnico e che può essere espressa in forma di prodotto, processo o servizio, è tutelabile da brevetto purché il contenuto principale sia a carattere prettamente funzionale. Il brevetto per invenzione dà origine ad un monopolio su quell’idea, della durata di 20 anni, nella specifica area geografica in cui è stato depositato. 

I modelli di utilità, molto simili ai brevetti per quanto riguarda la scrittura ed il processo di deposito, durano 10 anni e proteggono prevalentemente gli aspetti che conferiscono al prodotto particolare efficacia, una maggiore comodità nell’applicazione o nell’impiego. Sia brevetti che modelli di utilità non sono rinnovabili. 

Altra forma di protezione sono i disegni ornamentali o industrial design, che tutelano l’innovazione dal punto di vista squisitamente estetico. Il deposito in questo caso segue una procedura più semplice, ha 5 anni di copetura rinnovabile fino ad un massimo di 25 anni. 

Quindi, riassumendo, l’espressione artistica di un prodotto rientra nell’ambito del diritto d’autore, nel copyright, mentre gli aspetti tecnico-funzionali rientrano nei brevetti per invenzione, nei modelli di utilità, nei disegni ornamentali e nel marchio. 

Per marchio s’intende un segno distintivo, che può essere una grafica, una parola, un disegno, un suono, oltre alla combinazione di questi elementi insieme sviluppata in tutte le possibili scale cromatiche. La registrazione del marchio dura 10 anni dalla data di deposito, rinnovabile infinite volte, sempre per periodi decennali. 

Come detto, se parliamo di diritto d’autore, di copyright, tuteliamo la componente artistica dell’idea oppure l’opera intera se si tratta di un’opera d’arte, un componimento musicale o letterario, un progetto di architettura, un film cinematografico, una fotografia. Ma anche un software rientra sotto questa forma di tutela, oppure un codice informatico, una pubblicazione scientifica, e persino una banca dati. 
Da citare è anche la categoria dei trade secrets (segreti commerciali), che sono tutti quei segreti che l’azienda non desidera divulgare in nessun modo ed in nessuna forma.

Se vogliamo capire meglio come le diverse forme di tutela possano essere combinate insieme al fine di proteggere un prodotto, pensiamo al telefono cellulare. Il nome dell’azienda produttrice, il suo logo ed il nome del modello sono marchi registrati. Il software con cui vengono gestite le applicazioni, le icone ed i toni peculiari sono tutelabili da copyright. Aspetti tecnici specifici, come, ad esempio, alcune funzionalità della user interface, potrebbero essere tutelate da brevetto o da un modello di utilità. L’aspetto estetico, la forma dell’oggetto, i materiali e le textures utilizzati sottostanno alla categoria dei disegni ornamentali (design). Perciò, tutte insieme le forme di tutela concorrono a proteggere un prodotto nella sua interezza. 

Cosa significa violazione della proprietà intellettuale? 

Parliamo ad esempio del brevetto che ricordiamo essere la possibilità di avere il monopolio temporaneo di un’idea, nel paese in cui è stato depositato. Se la domanda di brevetto viena accolta, diventa titolo legale. Chi lo possiede è l’unico ad aver diritto a produrre, commercializzare ed, in generale, sfruttare in esclusiva l’oggetto del brevetto. 
Coloro che, diversamente, pur non essendo proprietari del titolo legale, provino a contraffare o copiare quel prodotto, saranno condannabili a pena sia detentiva che pecunaria. La produzione del contraffattore viene sospesa, i beni possono essere confiscati e si procede con la richiesta dei danni diretti ed indiretti.

Per chi è importante la tutela della proprietà intellettuale? 

Tutti coloro che si occupano di innovazione devono avere un’adeguata cultura brevettuale. Per poter promuovere il proprio business oggi è fondamentale avere il massimo numero di titoli di proprietà intellettuale, sia perché concorrono a proteggere il business stesso, specialmente in una fase di trasferimento tecnologico, sia perché incrementano il valore dell’azienda. 

Le imprese che proteggono i loro assets intangibili hanno statisticamente una crescita migliore, perché corrono minori rischi di trovarsi un futuro lastricato da brevetti altrui, il che significherebbe un forte impedimento in termini di possibilità di ricerca e sviluppo. 

Il brevetto dà il vantaggio di poter pianificare investimenti ed attività in tutta serenità nel corso della sua intera durata: una volta brevettata l’idea, si ha totale libertà sulla gestione del business plan - in base alle risorse ed il know-how che l’azienda possiede - per 20 anni. Quindi, la tutela della proprietà intellettuale è uno strumento indispensabile per fare innovazione tecnologica. 

C’era un modo di pensare, in passato, e cioè che non fosse mai il primo ad arrivare quello che guadagnava di più su un’invenzione, ma bensì il secondo, giacché questo non doveva sostenere tutti gli investimenti sulla ricerca che aveva invece sostenuto il primo. Il secondo a commercializzare l’invenzione si trovava un mercato già pronto a ricevere quel prodotto, la possibilità di non ripetere gli errori marchiani visti fare in precedenza, ed uscire addirittura con un prodotto migliore.  Gli strumenti della proprietà intellettuale, modelli di utilità, marchi e brevetti, impediscono proprio questo meccanismo di concorrenza sleale, cioè fanno in modo che non siano gli altri a beneficiare degli investimenti dell’inventore, ma che sia esso stesso ad avere la possibilità di sviluppare quella buona idea innovativa e concretizzarla, serenamente, compiendo passi a misura delle proprie scelte e delle proprie possibilità. 

Conclusioni

Avere un’adeguata conoscenza sui diritti di tutela della proprietà intellettuale è oggi una necessità che non riguarda soltanto le professioni legali. 
La cultura brevettuale deve essere considerata come un valore imprescindibile all’interno dell’azienda, ed è consigliabile provvedere ad una formazione basilare, diffusa e trasversale a tutti i reparti che prendono parte ai processi di innovazione. 
Il futuro delle attività innovative e creative si basa sulla capacità di prevedere oggi le possibilità di sviluppo di domani: la tutela della proprietà intellettuale concorre alla garanzia di poter sviluppare e concretizzare quelle prospettive. 

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