Turismo, pacchetto da 2,4 miliardi nel PNRR

29 Ottobre 2021

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Servizio: Finanza agevolata

Con l’approvazione del decreto Recovery in Consiglio dei ministri lo scorso 27 si evidenzia una nuova strategia di ripresa e rilancio per l’ecosistema turismo. Dal superbonus alberghi agli aiuti a fondo perduto, ecco una panoramica delle nuove misure a disposizione degli operatori del comparto.

Parallelamente al lavoro sulla Manovra 2022, il governo si è dedicato ad accelerare la messa a terra del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con lo scopo di arrivare a centrare i 51 obiettivi che l'Italia ha concordato con Bruxelles per l’anno in corso.

Il primo capo del decreto Recovery riguarda proprio il turismo: un pacchetto che potrà contare su 2,4 miliardi di euro, ma dal quale si attende un effetto-leva finanziaria destinato a mobilitare risorse per 6,9 miliardi. 

L’obiettivo da raggiungere grazie a questi stanziamenti è duplice: da un lato si vuole innalzare la capacità competitiva delle imprese, dall’altra si cerca di promuovere un’offerta turistica sostenibile, innovativa e digitalizzata.

Cos’è il superbonus alberghi?

La fetta più importante delle risorse è riservata all’istituzione di un credito d'imposta all’80% - da usare in compensazione o cedibile - per le spese sostenute al fine di migliorare le strutture ricettive, con interventi che vanno dall’efficientamento energetico all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Nonostante questa misura sia nota come “superbonus alberghi”, rappresenta uno strumento differente dal Superbonus 110%. Il nuovo incentivo, infatti, rappresenta un’ulteriore opportunità per il rilancio del settore, che condivide con la maxi-detrazione per ristrutturare casa il vantaggio della cessione del credito.

Già a fine giugno scorso il ministro Garavaglia aveva annunciato questo sgravio dell’80% per alberghi e strutture ricettive, valido anche per altre attività extra. "Quello che si vuole fare è un decreto che riprende il concetto del 110%, ma lo estende e quindi non solo iniziative che riguardano l’efficientamento energetico, ma anche qualcos’altro. Per esempio, se qualcuno deve rifare gli arredi va bene anche per quello, e poi estenderemo le categorie dell’efficienza energetica, ad esempio comprenderemo anche l’illuminazione", ha spiegato il ministro leghista.

Non solo superbonus, come funzionano gli aiuti a fondo perduto

Indipendentemente dal credito d’imposta è previsto un contributo a fondo perduto di massimo 40mila euro. Questo secondo incentivo, cumulabile al superbonus alberghi, può crescere:
●    di ulteriori 30mila euro se almeno il 15% dell'intervento prevede innovazione e digitalizzazione in chiave tecnologica delle strutture; 
●    di altri 20mila euro per le imprese femminili o gestite da giovani tra i 18 anni e 35 anni; 
●    di 10mila euro per le imprese del Mezzogiorno. 

Il limite massimo del fondo perduto - erogato a lavori conclusi o con un anticipo del 30% in caso di fideiussione bancaria - resta 100mila euro e comunque non oltre il 50% dei costi sostenuti per l'intervento.

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Credito d’imposta e Contributo a fondo perduto, i punti in comune

I due strumenti, che insieme rappresentano il pilastro più importante su cui verte la strategia per il rilancio del sistema turismo, andranno a sostenere la stessa platea di destinatari: dagli alberghi agli agriturismi, passando per le strutture ricettive all’aria aperta e per le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici.

Per il superbonus e i contributi a fondo perduto il decreto PNRR mette a disposizione 500 milioni di euro - di cui 100 milioni per il 2022, 180 per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 40 milioni per il 2025 - a valere sulla misura 4.2 della terza componente nella missione 1 del Recovery Plan. 

Per entrambi gli strumenti, le spese ammissibili saranno quelle relative a:
●    incremento dell’efficienza energetica e riqualificazione antisismica;
●    eliminazione delle barriere architettoniche;
●    manutenzione straordinaria, restauro e di risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;
●    realizzazione di piscine termali e relative attrezzature e apparecchiature;
●    digitalizzazione;
●    progettazione. 
A condizione che almeno il 50% dei costi sia dedicato alla riqualificazione energetica, i destinatari potrebbero anche beneficiare del finanziamento a tasso agevolato a valere sul Fondo nazionale per l’efficienza energetica, previsto dal decreto legislativo n. 102 del 4 luglio 2014 ed inserito nella Legge di Bilancio 2018, per sostenere le spese sopra citate.

Le altre misure per il turismo

Sempre al capo Turismo del decreto si prevede la nascita di una "sezione speciale" nel Fondo di garanzia per le PMI. Questo intervento, che potrà contare su 358 milioni al 2025, andrà a sostenere la competitività del tessuto imprenditoriale già esistente e la nascita di una nuova imprenditorialità, in favore di giovani e donne che intendano realizzare progetti sull’innovazione tecnologica e sulla sostenibilità ambientale.

Il testo prosegue poi con una voce dedicata all’attivazione di un Fondo con la partecipazione ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Le risorse destinate allo strumento sono pari a 500 milioni di euro, una dotazione che, secondo il ministero del Turismo, dovrebbe garantire un effetto leva coinvolgendo capitali privati per circa 1,5 miliardi. Le azioni del Fondo saranno volte all’ammodernamento delle strutture ricettive, a interventi per la montagna, al sostegno delle imprese della mobilità sostenibile, e allo sviluppo di nuovi itinerari turistici.

Il decreto Recovery stanzia anche 180 milioni di euro per contributi a fondo perduto e l’attivazione di un Fondo rotativo di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per l’ammodernamento delle strutture, l’eliminazione delle barriere architettoniche e la riqualificazione ambientale.

L’ultimo tassello nel testo del decreto vale 98 milioni di euro e consiste nell’assegnazione di contributi per sostenere la digitalizzazione del servizio e dell’offerta turistica. Per questo si prevede un credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti da tour operator e agenzie di viaggi per la transizione digitale dei servizi, nel limite di 25mila euro di spesa, dai portali web all’automazione per prenotazioni e vendita di alloggi e pernottamenti. 

Alle misure approvate con il decreto per accelerare il PNRR, si aggiunge un’azione che verrà approvata con un futuro atto amministrativo. Si tratta dello stanziamento di 150 milioni per l’istituzione del Fondo nazionale per il Turismo, gestito con CDP, per rafforzare strutture ricettive e valorizzare asset immobiliari.

Digital Tourism Hub e Progetto Caput Mundi

Al capitolo da oltre 1,7 miliardi si affiancano due importanti voci nella strategia complessiva di investimenti a valere sul PNRR per il turismo.

Una è relativa all’attivazione del Digital Tourism Hub, vale a dire una piattaforma turistica integrata per aggregare online e valorizzare l’offerta turistica nazionale. Per definire i dettagli della misura, che avrà a disposizione del 114 milioni, servirà un futuro atto amministrativo.


L’altra voce, da 500 milioni, sarà dedicata al progetto Caput Mundi per valorizzare il patrimonio archeologico, turistico e culturale di Roma e del Lazio in vista del Giubileo del 2025. Sono previste sei linee di intervento per migliorare, restaurare e restituire al pubblico monumenti presenti anche nelle aree più periferiche della città.

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