Fondo Impresa Femminile: contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati

25 Marzo 2022


Il Fondo a sostegno dell’impresa femminile è stato istituito con la legge 178/2020 ed è destinato a “promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese”.

Con il Decreto Interministeriale del 30 settembre 2021 sono state determinate la dotazione finanziaria del Fondo, le modalità di attuazione, i criteri e i termini per la fruizione delle agevolazioni previste, le attività di monitoraggio e controllo.

Con il Decreto Interministeriale del 24 novembre 2021, il Ministero per lo Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia sono intervenuti integrando la dotazione finanziaria inizialmente prevista (20 milioni di euro per il 2021 e 2022) di ulteriori 160 milioni di euro a valere sulle risorse del PNRR destinate all’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”.

Al momento la misura non è attiva, si è in attesa del provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico che disporrà sull’apertura dei termini e sulle modalità per la presentazione delle domande di agevolazione.

Le linee principali di intervento del Fondo sono due:

  • "Incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili", dedicata alle imprese costituite da meno di 12 mesi.
  • "Incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili", dedicata alle imprese costituite da oltre 12 mesi.

Alle quali si aggiunge una terza linea che sostiene “azioni per la diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale femminile”.

Per accedere al Fondo Impresa Femminile è necessario rispettarne i requisiti.

Nello specifico, possono fare domanda:

  • società cooperativa e società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti la compagine sociale
  • società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
  • impresa individuale la cui titolare è una donna;
  • lavoratrice autonoma (lavoratrice la cui attività è ricompresa nell’ambito dell’articolo 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81, ivi inclusa la libera professionista iscritta agli ordini professionali e l’esercente una delle professioni non organizzate in ordini o collegi di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 14 gennaio 2013, n. 4);

Approfondiamo ore le prime due linee di intervento agevolabili e i requisiti necessari per l’accesso alle agevolazioni.

Incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili

Per questa linea posso presentare domanda le imprese costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione o siano persone fisiche che intendano costituire un’impresa femminile.

Sono ammissibili i progetti di investimento per la costituzione e l’avvio dell’impresa relativi:

  • alla produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • alla fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • al commercio o al turismo

I progetti devono prevedere spese ammissibili non superiori a 250.000 € ed essere realizzati, pena la revoca, entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione dell’agevolazione, controfirmato dalla beneficiaria.

Le agevolazioni concesse assumono la forma del contributo a fondo perduto concedibili:

  • fino all’80% delle spese ammissibili (con un contributo massimo di 50.000 €) per progetti di investimento fino a 100.000 €. Fermo restando l’importo del contributo massimo la percentuale può arrivare al 90% di copertura per donne in stato di disoccupazione che avviano un’impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo;
  • fino al 50% delle spese ammissibili per progetti di investimento superiori a 100.000 € e fino a 250.000 €.

Rientrano tra le spese ammissibili:

  • le immobilizzazioni materiali (impianti, macchinari, attrezzature nuove di fabbrica) purché coerenti e funzionali all’attività dell’impresa, poste a servizio esclusivo dell’attività agevolata
  • le immobilizzazioni immateriali che siano necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata
  • servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale
  • personale dipendente assunto (a tempo determinato o indeterminato) dopo la data di presentazione della domanda impiegato nella realizzazione dell’attività agevolata
  • esigenze di capitale circolante nel limite del 20% delle spese ammissibili

Per questa linea di interventi la dotazione iniziale era stata determinata in 8.200.000 €, con la costituzione di una riserva del 60% delle risorse in favore delle imprese femminili costituite in forma di impresa individuale o di lavoratrice autonoma.

Con il Decreto 24/11/2021 la dotazione finanziaria è stata implementata di 38.800.000 €, con la destinazione di almeno il 40% delle risorse al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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Gli incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili

Soggetti beneficiari sono le imprese femminili costituite da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Le iniziative ammissibili devono prevedere investimenti per la costituzione e l’avvio dell’impresa relativi:

  • alla produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • alla fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • al commercio o al turismo

I progetti devono prevedere spese ammissibili non superiori a 400.000 € ed essere realizzati, pena la revoca, entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione dell’agevolazione, controfirmato dalla beneficiaria.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati:

  • per imprese costituite da almeno 12 mesi e non più di 36 mesi: 50% in forma di contributo a fondo perduto e 50% in forma di finanziamento agevolato a tasso zero fino all’80% delle spese ammissibili
  • per imprese costituite da oltre 36 mesi: fermo restando il limite di copertura dell’80% delle spese ammissibili: 50% in forma di contributo a fondo perduto e 50% in forma di finanziamento agevolato a tasso zero si applica solo alle spese di investimento, mentre il finanziamento delle esigenze di capitale circolante è agevolato nella forma di contributo a fondo perduto.

Rientrano tra le spese ammissibili:

  • le immobilizzazioni materiali (impianti, macchinari, attrezzature nuove di fabbrica) purché coerenti e funzionali all’attività dell’impresa, poste a servizio esclusivo dell’attività agevolata
  • le immobilizzazioni immateriali che siano necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata
  • servizi in cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale
  • personale dipendente assunto (a tempo determinato o indeterminato) dopo la data di presentazione della domanda impiegato nella realizzazione dell’attività agevolata
  • esigenze di capitale circolante:

               -   limite del 20% delle spese ammissibili per imprese costituite da non più di 36 mesi

               -  limite del 25% delle spese ammissibili per imprese costituite da oltre 36 mesi e comunque nella misura massima dell’80% della media del circolante degli ultimi tre esercizi alla data di presentazione della domanda

Il finanziamento, della durata massima di 8 anni, è a tasso zero e non è assistito da forme di garanzia.

Per questa linea di intervento la dotazione iniziale era stata determinata in 25.600.000 €, implementata di 121.200.000 € con il Decreto 24/11/2021 e con la destinazione di almeno il 40% delle risorse al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le agevolazioni sono concesse con una procedura valutativa a sportello.

Le domande di agevolazione devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica che sarà messa a disposizione in un’apposita sezione del sito internet del Soggetto gestore, www.invitalia.it 

L’apertura dei termini, le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definite dal Ministero dello sviluppo economico con successivo provvedimento, con il quale saranno, altresì, fornite le necessarie specificazioni per la corretta attuazione degli interventi.


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